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Perchè l’osteopatia è una risorsa per i neonati

Avete mai pensato che l’osteopatia potesse servire anche ai neonati? Tanti potrebbero pensare: com’è possibile che un bambino appena nato possa avere subito dei traumi da richiedere l’intervento di un osteopata? Come può essere l’osteopatia una risorsa per i neonati?

Ce lo spiega bene Viola Frymann, eminente medico americano che ha dedicato tutta la vita all’osteopatia nella cura dei bambini: l’osteopata guarda qualcosa di più al momento della nascita del bambino, perché riconosce che il processo della nascita è probabilmente l’esperienza più traumatica della vita.

Il parto è un evento traumatico
Il parto è un evento traumatico.

Avete mai considerato che la nascita è l’evento più stressante della nostra vita? Il neonato è sottoposto a forze compressive o di trazione importanti quando l’utero lo spinge contro le pareti del canale vaginale. Il nascituro deve ruotarsi e torcersi, mentre viene compresso tra le ossa della pelvi nel suo viaggio breve ma molto stressante verso il mondo esterno. Una compressione asimmetrica e prolungata e/o forze innaturali (induzione, Kristeller, ventosa, analgesia, cesareo…), possono alterare l’equilibrio di struttura e funzione, nonché lo stesso sistema neurovegetativo che le organizza.

Infatti, in ambito pediatrico il motivo di consultazione più frequente dell’osteopata è il trauma da parto. Un parto troppo precipitoso o uno troppo lento può influire negativamente sull’apparato muscolo-scheletrico del nascituro che, grazie alle dolci manovre dell’osteopata può ritrovare il proprio equilibrio funzionale. La valutazione avviene attraverso una palpazione leggera ma precisa dei tessuti ossei, muscolari, legamentosi e viscerali, così come le dinamiche dei fluidi corporei che possono essere state interessate da queste forze o da eventuali mal posizionamenti in utero.

Osteopatia per i neonati significa manovre dolci
Osteopatia per i neonati.

Le manovre applicate al neonato sono estremamente dolci, appoggiando la mano sui tessuti e ascoltando come questi reagiscono. Compito dell’osteopata è infatti innescare dei meccanismi di autoregolazione innati che “sciolgono il nodo” e ripristinano l’equilibrio interno.

Quando si deve portare un neonato dall’osteopata?

Quando portare un neonato dall'osteopata
Quando portare un neonato dall’osteopata.

Abbiamo capito che il parto è un evento traumatico che potrebbe richiedere l’intervento di un osteopata, ma vediamo insieme qualche caso specifico per cui si dovrebbe portare un neonato o anche un bambino più grande dall’osteopata:

  • Difficoltà di suzione, deglutizione e reflusso
  • Problemi intestinali (coliche)
  • Disturbi del sonno (bambino agitato)
  • Deformità del cranio da posizione e plagiocefalia
  • Faringite, sinusite, otiti ricorrenti
  • Problemi di apprendimento
  • Deficit di attenzione e iperattività

Manuela Zamboni

Fisioterapista Osteopata

Dopo il diploma e il lavoro come fisioterapista, durante il quale segue la formazione posturale “La Méthode Mézièrés”, si specializza in osteopatia a Milano con tesi sul trattamento delle donne in gravidanza. In continua formazione, segue un corso di Riflessologia plantare, il Modulo 1 di Terapia Manuale Metodica Bienfait, il 1° e 2° livello di “Respirazione Primaria” e il Master biennale di specializzazione in osteopatia pediatrica.

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